Alberto Mantegna Terre di Sì
Nota pratica

Sposarsi in Italia da stranieri

Sposarsi in Italia da cittadini stranieri è un diritto pieno e ha valore legale internazionale. L'articolo 116 del Codice Civile lo consente sia fra due stranieri sia fra un italiano e uno straniero, senza bisogno di residenza né di cittadinanza italiana. Quello che cambia tutto è se vivete in Italia o arrivate da fuori per il matrimonio.

1. Il documento che conta

Il documento cardine è il Nulla Osta al matrimonio — o il certificato di capacità matrimoniale, per i paesi aderenti alla Convenzione di Monaco. È una dichiarazione dell'autorità del vostro Paese che attesta l'assenza di impedimenti legali secondo le leggi di casa vostra. Come si ottiene dipende da dove venite.

Rilascio in Italia. Lo emette l'Ambasciata o il Consolato del vostro Paese in Italia. Ottenuto il documento, la firma del Console va legalizzata in Prefettura, salvo esenzioni previste da trattati internazionali.

Rilascio all'estero. Lo emette l'autorità competente del vostro Paese, per esempio il comune di nascita. Va poi tradotto in italiano e legalizzato dall'Ambasciata italiana all'estero, oppure con Apostille secondo la Convenzione dell'Aja.

Stati Uniti e Australia. Fanno storia a sé: non emettono il Nulla Osta standard. I cittadini devono rendere una dichiarazione giurata davanti al proprio Console in Italia, seguita da un atto notorio in un tribunale italiano con testimoni.

2. I due possibili percorsi

Scenario A — sposi non residenti in Italia

È il caso del destination wedding, ed è la strada più snella: senza residenza anagrafica in Italia non servono le pubblicazioni di matrimonio.

Si sceglie il Comune italiano dove sposarsi e si contatta l'Ufficio di Stato Civile per prenotare data e sala. Si inviano in anticipo le copie dei passaporti e dei Nulla Osta legalizzati. Qualche giorno prima delle nozze — quanti, dipende dal comune — bisogna presentarsi di persona insieme a un interprete ufficiale, se non parlate italiano, per firmare un verbale in cui si dichiara che non esistono impedimenti di parentela o affinità. Poi, nel giorno stabilito, la cerimonia davanti a due testimoni.

Scenario B — almeno uno degli sposi residente in Italia

Qui si segue l'iter standard dei cittadini italiani: si ottiene il Nulla Osta dello sposo straniero, si chiede l'appuntamento per le pubblicazioni nel Comune di residenza, i documenti restano affissi online per otto giorni e, ottenuto il certificato di avvenuta pubblicazione, ci sono 180 giorni per celebrare.

3. Regime patrimoniale e validità all'estero

Durante la cerimonia, o prima davanti a un notaio, gli sposi devono dichiarare il regime patrimoniale scelto: comunione dei beni, che è la regola standard in Italia, oppure separazione. Si può anche scegliere di applicare la legge patrimoniale del proprio Paese d'origine.

Subito dopo la cerimonia il Comune rilascia un atto di matrimonio plurilingue, cioè l'estratto internazionale. Va legalizzato in Prefettura se necessario e consegnato alle autorità del vostro Paese, o al Consolato, per registrare il matrimonio anche in patria.

4. L'interprete

Se gli sposi o i testimoni non capiscono l'italiano, la legge impone la presenza di un interprete ufficiale: sia alla firma del verbale, per i non residenti, sia durante la cerimonia. L'interprete giura davanti all'Ufficiale di Stato Civile di tradurre fedelmente formule, articoli del codice e promesse.

Le procedure consolari cambiano da Paese a Paese e vengono aggiornate spesso: prendete questa pagina come una mappa, e verificate i passaggi con il vostro Consolato e con l'Ufficio di Stato Civile del comune scelto.

Se state valutando uno di questi posti e volete sapere come viene fotografato davvero, chiamatemi: in dieci minuti vi dico cosa aspettarvi.

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